#romapuoidirloforte scusi dov’è il bagno?

di Embrice 2030

Noi di Embrice 2030 abbiamo partecipato a #Romapuoidirloforte, ieri 28 gennaio alla Galleria Colonna (oggi Galleria Alberto Sordi). La nostra socia Maria Spina ha descritto in #180secondiperRoma la nostra idea per i bagni pubblici di Roma.

Questa la sintesi dell’intervento.

Roma ha il primato di essere una delle poche città europee a non avere bagni pubblici gestiti secondo le regole del decoro e dell’igiene. “Embrice 2030”, APS con sede a Garbatella, se ne sta occupando da oltre due anni, segnalando articoli e organizzando eventi, mostre di artisti e rubriche on line. In partnership con la World Toilet Organization di Singapore, il 19 novembre 2015 ha dato vita al UN – World Toilet Day (Giornata mondiale del gabinetto) nel quartiere Esquilino.

L’accesso al servizio igienico pubblico – che coinvolge uomini e donne, giovani e anziani, ricchi, poveri, disabili e senza casa – costituisce, infatti, un tema importante della quotidianità e influisce pesantemente sulla qualità della vita di Roma Capitale. Nonostante se ne parli da quasi un lustro, i cantieri per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione delle strutture esistenti, perlopiù chiuse da tempo, sono ancora alla fase “aurorale”. Ubicati prevalentemente all’interno del centro storico, in muratura o interrati, i gabinetti pubblici sono stati sino a oggi inefficacemente gestiti da AMA Roma SpA. Dal 2013, però, un raggruppamento temporaneo di imprese formato da COGEIM SpA, Team Service Soc. Consortile arl, COGECO7 Srl, a seguito di una gara ad evidenza pubblica, si è aggiudicato l’appalto dei lavori di ristrutturazione e la gestione economica di un primo gruppo di 11 strutture interrate che, oltre ai WC, dovrebbero fornire un’ampia gamma di servizi di accoglienza. Inoltre, secondo quanto annunciato da Roma Capitale, altri 8 impianti in muratura, cioè fuori terra, dovrebbero andare in gara nell’arco di poco tempo.

Risultato? Da vari mesi, gli 11 impianti interrati sono transennati e chiusi, in attesa dell’avvio dei lavori di un ipotetico cantiere, mentre gli 8 fuori terra sono sbarrati a tempo indeterminato. Sappiamo che nelle zone centrali della città gravitano oltre 8000 persone senza fissa dimora (dato di Sant’Egidio) e che ogni anno vi transitano circa 15 milioni di turisti. Dunque un discreto business (anche detratte le spese) che non è sfuggito ai privati, come nel caso dell’installazione dei gabinetti chimici in un edificio di piazza Rondanini segnalata pochi giorni fa dal quotidiano “Il Messaggero”. Evidentemente, ne avevano intuito la portata persino all’epoca di Roma imperiale quando gli appaltatori del fisco (conductores) gestivano ben 144 latrine pubbliche, all’insegna della nota interlocuzione di Vespasiano «pecunia non olet!».

 

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