Scendendo per via del Tritone

di Luigi Segalerba

Scendendo per via del Tritone
un mattino radioso
di sole pensavo –
voi direte che strano…non
ha proprio niente da fare. E’
matto sicuro –
pensavo, dicevo,
che il buon Vespasiano,
l’imperatore,
non li ha davvero costruiti,
i vespasiani:
li ha solo tassati ma in
compenso ne ha costruite di
cose, il tempio di Giove e
i forti sul Reno, ha mosso
legioni…
Camminavo con passo spedito
e una sciarpetta mi riparava
la gola perché era presto,
le sette.
Ricordai allora un posto
lontano lontano dove
avevo orinato in un…
vespasiano: perdonate se
lo chiamo così, è per
farmi capire.
Sembrava di stare a casa
tanto era pulito, sapeva
quasi di buono: le piastrelle
bianche immacolate, la
porcellana splendente: pareva
un miracolo
con gli alberi intorno, e
il silenzio…
Al tempo del
buon Vespasiano la povera
gente i vespasiani
era costretta ad usarli:
erano pressappoco tutti uguali,
si faceva tutto, se permettete,
in compagnia, questione di
spazio, capite… Non c’era
vergogna, e se c’era
i Romani eran gente
pratica: meglio farla in otto
che farla per strada: con
una spugna e l’acqua d’un acquedotto,
c’era pure il bidet.
Forse per l’umido, o forse
chissà, giunto in fondo
alla via, dove spiana, ebbi
un bisogno impellente: come
facciamo tutti, entrai in
un bar e …un caffè
mi scusi, dov’è la
toilette?
Era un piccolo bagno e in
solitudine me la sbrigai veloce:
d’altronde l’ho detto
erano le sette,
forse ero il primo ad usarlo.
Se come ho udito per caso
si vogliono ripristinare,
non potendo tassare l’urina,
occorre tuttavia mantenerli:
perché qua da noi,
solitamente, si
dice cesso intendendo
qualcosa di brutto:
siccome devono servire
e non essere un’opera
d’arte, magari non
facciamoli belli,
ma che siano puliti,
come in quel paese lontano
lontano, che sembra
inventato.

(Immagine: Cesar Gala, Il vespasiano perduto; opera esposta allo Studio-Galleria Embrice per la mostra “SOSTA”)

Post scriptum

Embrice 2030 pubblica con piacere la poesia scritta da Luigi Segalerba e letta da Alessia Corti Segalerba in occasione della fine della “SOSTA” (mercoledì 16 dicembre 2015, ore 18.00).

Note biografiche

Luigi Segalerba è nato a Genova nel 1969, ha vissuto a Milano, in Valle d’Aosta e a Genova dove si è laureato in Giurisprudenza. Ha collaborato alle edizioni del Festival Noir di Courmayeur  dal 1997 al 2001 con i suoi testi e in qualità di interprete in lingua francese.  Ha scritto una raccolta di racconti, un romanzo, un poema, due raccolte poetiche e molte poesie sparse. Tutto ciò resta inedito. Nel 1999 sposa Alessia. Dal 2014 vive a Roma.

Alessia Corti Segalerba è nata a Genova nel 1972. Qui si laurea in Lettere e incontra Luigi Segalerba. Dal 1997 al 1999 ha curato le pubbliche relazioni per la Maison Valdotaine de la Photographie e ha fatto l’intervistatrice e l’interprete in inglese per il Festival del cinema noir di Courmayeur dal 1997 al 2001. Insegna lettere e latino nei licei dal 2001, ora al Liceo Classico Statale Pilo Albertelli. Dal 2014 vive a Roma.

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