Roma Quadraro-Città. Immagini 2016-2019

La mostra percorre, attraverso le immagini (fotografie di Giuseppe Francavilla, video di Lucilla Salerno) e altri media, il tema della definizione di un perimetro del Quadraro. Quest’ultimo si potrebbe definire un perimetro in movimento, sotto il profilo economico e sociale, ma relativamente stabile nei suoi caratteri fisici, che vanno dalla corona di monumenti funebri imperiali romani (II-IV sec. d.C.) al Parco degli Acquedotti.

di Carlo Severati – ENGLISH VERSION di Carla Scura IN ABSTRACTS – 

Il volto del Quadraro oggi è fatto della dialettica fra la memoria della liberalità di Alessandro Severo, i progetti urbanistici di due Papi, la Resistenza e la successiva dimensione “popolare”; dimensione oggi in crisi per la rapida crescita della rendita di posizione e del mercato edilizio.

Con il gratuito patrocinio del Municipio Roma VIII e la cura di Carlo Severati e Ginevra Salerno, la mostra inaugura venerdì 12 aprile e rimarrà aperta fino a giovedì 18 aprile 2019 ore 17.30-20.30.

evento > http://www.facebook.com/events/437733540332187/

I. Nomi e Monumenti. Potremmo dar credito al termine quadrans, usato da Columella per identificare una porzione di terreno; un quarto di jugero, la misura romana che corrisponde a circa 2500 mq. Alcuni monumenti insistono direttamente sull’area e la collegano visivamente e funzionalmente alla città. Acquedotti, in particolare quello Felice nel quale si apre la porta di accesso all’area. La conduzione fascista della città investe nella zona, nella quale sono presenti resti monumentali dell’antica grandezza di Roma, costruendo una casa del fascio e una casa della madre e del fanciullo, oltre chedando nomi di famiglie romane alle strade. Il nome dello schiavo Spartaco, al quale sono intitolate la Via e il Largo avrà il maggiore ascolto. II. Giacitura dei terreni. Le acque corrono. Ab origine, una parte moderatamente elevatadel sistema collinare a est di Roma si estende con continuità lungo il lato settentrionale della Via Appia Nuova nella sua salita – verso i Colli Albani. Non casualmente la maggior parte degli acquedotti storici in arrivo verso le utenze in città si dispone su questa piattaforma, chiamata oggi Parco degli Acquedotti, dalla quale l’Almone corre, oggi interrotto, verso il Tevere. Questo sistema collinare si assottiglia e piega verso nord proprio in corrispondenza dell’ingresso al Quadraro dalla Via Tuscolana e corrispondentemente il sistema degli acquedotti diventa una fascia stretta, intricata, nella quale addirittura si intersecano l’un l’altro, con conseguenze inattese nel VI secolo d.CIII. Orografia e città moderna. Un sistema urbano, quindi, sostanzialmente pianeggiante, ad una quota sul livello del mare di circa 40 metri, simile a quella del tessuto storico centrale, fra i 20 e  50 mslm. In questa area pianeggiante si eleva il Monte del Grano, emergenza storica dell’area, menzionata con questo nome già nella cartografia seicentesca; monte di terra,  sormontato  per  di  più  da  una  piccola costruzione che contiene i resti monumentali laterizi del mausoleo imperiale attribuito ad Alessandro Severo; il costruttore dell’acquedotto Alessandrino. Il Mausoleo è uno degli elementi della corona monumentale residua ad est  di Roma, realizzata fra la fine del I e la prima metà del IV d.C.; per citare solo i più noti: Cecilia Metella, Annia Regilla, Tombe della Via Latina, il cosiddetto Mausoleo del Campo Barbarico, il Mausoleo di Elena, madre di Costantino.IV. Limiti fisici e visuali della Città-Quadraro. Cosa guardare per riconoscere. Il Monte del Grano dialoga con la lontana Chiesa di San Giovanni Bosco, all’altro capo del lungo asse rettilineo di Via dei Consoli; punto terminale di un possibile perimetro del Quadraro. Un perimetro segnato dalla monumentale Porta aperta nell’acquedotto Felice nel 1585 da Sisto V. Edilizia residenziale di pochi piani, antica e moderna, e la sopravvivenza di antichi casali costituiscono una traccia antagonista dell’edilizia intensiva residenziale privata. Il volto del Quadraro è fatto della dialettica fra questi elementi, memoria della liberalità di Alessandro Severo, dei progetti urbanistici di due Papi, da Sisto V a Clemente XII, della Roma Capitale, della Resistenza e della sua dimensione “popolare”. V. Un insieme disomogeneo con molti collanti. Quando viene progettato e realizzato il Quartiere INA CASA Tuscolano, nella logica  di  costruzione  delle  espansioni  edilizie descritta con esattezza da Italo Insolera, il paesaggio dell’area era del tutto campestre, con alcune eccezioni. Una spina diagonale di case basse unisce simbolicamente Via dei Quintili a Largo Spartaco. Sul lato Nord della Via Tuscolana sono ancora presenti alcuni elementi residui di una prima lottizzazione, precedente al 1907; a questa si aggiunge un edificato secondo la tipologia dei villini del Regolamento edilizio di Roma del 1921, su di una lottizzazione successiva, che aggiorna senza smentirla la precedente e che viene in qualche modo legittimata dal PRG del 1931; infine il complesso parrocchiale, con la Chiesa (attuale S. Maria del Buon Consiglio). Sul lato Sud della Via Tuscolana manufatti artigianali ed agricoli, ancora esistenti, sia pure con diverse destinazioni d’uso, fra le attuali Vie dei Fontej, degli Ottavi e dei Siculi. A questa spina diagonale si aggiungono nel tempo, dalla fine degli anni 1930all’inizio degli anni 1950, lungo la Via Tuscolana, altri villini e piccole palazzine che, oggi sopravvissute, segnano il primo tratto extra aquae ductus della Via Tuscolana. L’insieme di questi elementi costituisce una spina edilizia trasversale alla Via Tuscolana sulla quale si svolge il dialogo fra le preesistenze e la Città Contemporanea del Quadraro, riferimento vitale di tutto l’asse tuscolano. 

C.S. 25 3 2019


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